Il Borgogioioso – il Centro Commerciale di Carpi https://ilborgogioioso.it Tue, 01 Dec 2020 15:13:41 +0100 en-US hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.2.9 Letterine di Natale https://ilborgogioioso.it/2020/12/01/lettera-di-natale/ https://ilborgogioioso.it/2020/12/01/lettera-di-natale/#respond Tue, 01 Dec 2020 15:13:41 +0000 https://ilborgogioioso.it/?p=4914

Le festività natalizie sono alle porte e tra pochi giorni, tra Sant’Ambrogio e l’Immacolata, verrà allestito l’albero e il presepe. Ma c’è una tradizione che resta un po’ in sordina: la letterina natalizia dei bambini. A dire il vero della famosa “letterina” esistono due versioni. La prima, più frequente nei Paesi anglosassoni, è una richiesta di doni rivolta a Babbo Natale. La seconda, diffusa in Italia dall’800 fino alla metà del 900, era una lettera d’auguri, e di buoni propositi, indirizzata al papà e alla famiglia. Questa letterina, scritta su carta speciale tipo pergamena impreziosita da brillantini, secondo la tradizione non veniva spedita ma posta furtivamente, durante il pranzo di Natale o la cena della Vigilia, sotto il piatto del babbo. Essendo indirizzata a persone con le quali si conviveva di solito non conteneva le forme tipiche delle corrispondenze epistolari ma il messaggio rispondeva a precisi canoni, rimasti inalterati nel tempo, nonostante i cambiamenti intervenuti della società. Vi proponiamo due esempi di queste lettere.

“Caro direttore, ho 8 anni. Alcuni dei miei piccoli amici dicono che Babbo Natale non esiste. Papà mi ha detto: se lo scrive il Sun, è così. Per favore, mi dica la verità: Babbo Natale esiste? “. 1897, Virginia O’Hanlon
“Virginia, i tuoi amici si sbagliano. Sono stati contagiati dallo scetticismo tipico di questa era piena di scettici. Non credono a nulla se non a quello che vedono. Credono che niente possa esistere se non è comprensibile alle loro piccole menti. Sì, Virginia, Babbo Natale esiste. Esiste così come esistono l’amore, la generosità e la devozione, e tu sai che abbondano per dare alla tua vita bellezza e gioia. Cielo, come sarebbe triste il mondo se Babbo Natale non esistesse! Sarebbe triste anche se non esistessero delle Virginie. Non ci sarebbe nessuna fede infantile, né poesia, né romanticismo a rendere sopportabile la nostra esistenza. Non avremmo altra gioia se non quella dei sensi e della vista. La luce eterna con cui l’infanzia riempie il mondo si spegnerebbe. Le cose più vere del mondo sono proprio quelle che né i bimbi né i grandi riescono a vedere. Hai mai visto le fate ballare sul prato? Naturalmente no, ma questa non è la prova che non siano veramente lì. Nessuno può concepire o immaginare tutte le meraviglie del mondo che non si possono vedere.
Nessun Babbo Natale? Grazie a Dio lui è vivo e vivrà per sempre. Anche tra mille anni, Virginia, dieci volte diecimila anni da ora, continuerà a far felici i cuori dei bambini” 1897, The Sun

“Cari genitori,
siamo giunti anche quest’anno alle feste più attese, quelle di Natale. Però quest’anno non possiamo festeggiarle con la consueta letizia perché manca mio fratello Tommaso che è partito per il militare lo scorso aprile. Da allora tante cose sono cambiate. Giuseppe ha dovuto lasciare l’università e ha cominciato a lavorare. Anche Luisa adesso non va più a scuola e ha cominciato a lavorare a casa con la macchina da maglieria, quando mi sveglio al mattino per andare a scuola è già lì che spinge il carrello e la sera alle undici la sento mentre sto per addormentarmi. So papà che ti è molto dispiaciuto di vendere la Dama, la mucca bianca con la stella nera sulla fronte. Io e Francesca continuiamo ad andare a scuola perché siamo piccole, ma senza Tommaso tutti hanno dovuto darsi da fare per sostituirlo e anche noi abbiamo smesso di comprare la fragola di pasta di zucchero la domenica.
So che voi e i nonni siete molto tristi, specie la mamma, che non avevamo mai visto piangere ma quando ha saputo che da Caserta hanno mandato Tommaso a Catania, non ce l’ha fatta. Ogni giorno aspetta notizie dal postino, sente la sua macchina arrivare sulla curva della strada e Angiolino a volte non si ferma neanche dai vicini perché gli dispiace doverle dire che non c’è niente per noi.
Durante questi mesi, Tommaso è tornato solo una volta perché ci vogliono tante ore di treno, è arrivato una sera fredda, in mezzo alla nebbia, e ci ha portato una valigia di arance grandi e profumatissime. È stato molto bello rivederci tutti nel cuore della notte col profumo degli agrumi e il sapore delle lacrime.
Spero che l’anno nuovo ci riporti presto Tommaso e che tutti possano tornare a studiare e la mamma smetta di aspettare tormentandosi le mani e che papà non tenga le spalle così curve ma tutti ci possiamo ritrovare a sorridere e sperare intorno a questa tavola della Vigilia. Buon Natale da vostra figlia Anna.” 25 Dicembre 1969, Novi di Modena

(L’immagine del calendario d’Avvento è del FAI di Mantova).

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Il Calendario 2021 dei Carabinieri dedicato a Dante Alighieri https://ilborgogioioso.it/2020/11/19/calendario-carabinieri-dante-alighieri/ https://ilborgogioioso.it/2020/11/19/calendario-carabinieri-dante-alighieri/#respond Thu, 19 Nov 2020 11:46:36 +0000 https://ilborgogioioso.it/?p=4890

È appena stata presentata l’edizione 2021 del Calendario storico dell’Arma dei Carabinieri dedicato al sommo poeta Dante Alighieri, di cui il prossimo anno ricorre il settecentenario della scomparsa. Il Cal della Benemerita, giunto alla 81ma edizione, è stato svelato al pubblico in videoconferenza dal Comandante Generale di Corpo d’Armata, Giovanni Nistri. L’edizione 2021 si prospetta di grande interesse per il contributo di prestigiose firme della cultura italiana: lo scrittore Valerio Massimo Manfredi, il dantista e poeta Aldo Onorati, il giornalista Aldo Cazzullo e il pittore e disegnatore Francesco Clemente.
Dalla penna di Valerio Massimo Manfredi esce il personaggio del maresciallo Donato Alighieri, appassionato conoscitore della Divina Commedia, emblema del buon carabiniere, toscano come il sommo poeta, è il filo conduttore fra i dodici racconti, uno per ogni mese. Alighieri, colto fino al punto da conoscere a memoria la Divina Commedia, narra di vicende verosimilmente accadute durante la sua carriera e nelle diverse esperienze operative maturate, percependo le parole di Dante come fonte insostituibile d’ispirazione per coraggio, inventiva e generosità. Le storie, ispirate da episodi di vita vissuta, e le immagini, raffiguranti simboli ed elementi dei carabinieri facilmente riconoscibili, si sposano e dialogano fra loro in una letteratura mista che riporta a stili ed epoche da cui traspare lo spirito eroico del militare e la consapevolezza di trovare anche nei gesti più piccoli il coraggio di una vita di valore, facendo inoltre da contrappunto alle terzine della Divina Commedia. Nella forza delle parole si distinguono in modo tangibile i livelli di cura e attenzione espressi nelle attività del narratore, così come lo spirito di sacrificio e fedeltà del carabiniere, che veglia ogni giorno sugli altri. Dietro le quinte dell’opera, Aldo Onorati, collaboratore di punta della “Società Dante Alighieri” e penna accreditata della rivista “Il Carabiniere”, mensile dell’Arma, che durante la presentazione ha ricordato le analogie tra lo spirito di Dante e l’Arma, riassunte nella terzina: “Libertà va cercando/che è si cara/ come sa chi per lei vita rifiuta.”

Con questo Calendario storico, l’Istituzione si propone di offrire al lettore in ciascuna pagina emozioni coinvolgenti e appassionanti, in cui si unisce la bellezza dei versi della Divina Commedia e la rappresentazione dell’esperienza dell’Arma che, tra memoria e attualità, racchiude in un’unica storia passato, presente e futuro di una istituzione molto vicina al cuore degli italiani che spesso le rendono onore, riconoscendo l’abnegazione e l’umanità dei carabinieri nello svolgere il loro servizio, e non sono pochi i Comuni d’Italia, tra cui anche quello di Carpi, che le hanno conferito la cittadinanza onoraria. D’altra parte non c’è stata circostanza recente in cui l’Arma dei Carabinieri non sia stata presente e vicina alla popolazione, dal terremoto del 2012, all’alluvione fino a questi mesi difficili.
Per chi volesse rivedere la presentazione può trovarla a questo link: https://www.youtube.com/watch?v=rLi9UVH0O4A

La tiratura del Calendario 2021 del Carabiniere sarà di oltre un milione di copie, di cui circa 10.000 in lingue straniere (inglese, francese, spagnolo, tedesco, russo, giapponese, cinese e arabo). Altre tre opere completano l’offerta editoriale: l’Agenda dell’Arma dei carabinieri, che compie 42 anni; il Calendarietto da tavolo, dedicato al gioco e all’uomo; e il Planning da tavolo, dedicato al 150esimo anniversario di Roma capitale e alle altre capitali d’Italia.

In attesa del Calendario 2021 del Borgogioioso, che verrà distribuito a dicembre…

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Da The Cal al Borgogioioso: un calendario nel cuore https://ilborgogioioso.it/2020/10/15/calendario/ https://ilborgogioioso.it/2020/10/15/calendario/#respond Thu, 15 Oct 2020 10:36:29 +0000 https://ilborgogioioso.it/?p=4815

Il più famoso al mondo è The Cal, il prestigioso calendario Pirelli, che tutti conoscono nonostante non venga messo in vendita ma sia regalato a una lista di VIP. Uno dei più popolari in Italia, venduto in 6 milioni di copie, è quello di Frate Indovino. Il più storico, anno di nascita 1928, è il Calendario dei Carabinieri, la cui tiratura supera il milione e mezzo di copie. I più ricercati dai collezionisti, su e-Bay e nei mercatini vintage, sono i calendarietti da barbiere dedicati allo sport, in particolare al calcio, tenuti insieme da un cordoncino in origine di seta con nappa, riecheggiano nelle decorazioni dorate gli anni ruggenti della bella époque. Sono solo alcuni esempi che attestano la lunga durata del format cartaceo del calendario, il cui fascino resiste nell’epoca digitale e mantiene il primato anche rispetto alle agende online.
Tra arte, moda, storia e cultura popolare, il calendario è un oggetto che mantiene inalterato fascino e utilità. Erede degli almanacchi dell’Ottocento, diventato fenomeno di costume e di costumi un po’ licenziosi, ha conferito il sigillo della gloria a dive del cinema, eroi dello sport, film d’animazione ed eroi del fumetto, della letteratura per ragazzi e del cinema.
Gli universitari che incominciano l’anno accademico nei collegi amano quelli da tavolo, anche perché non sempre è permesso piantare chiodi sui muri, con le foto delle città d’origine, della famiglia o degli amici.
Oggi un calendario “personalizzato” si può trovare presso i punti informazioni dei luoghi di villeggiatura, negli stand fieristici delle aziende, oppure nei centri commerciali, come Il Borgogioioso di Carpi, dove è in corso il Contest fotografico artistico #insiemealborgo che invita a partecipare alla realizzazione di un calendario carpigiano postando uno scatto presso il centro commerciale da soli, tra amici, con la famiglia o semplicemente mentre si sorseggia un caffè. Foto dal 2020, anno memorabile; con la quotidianità delle piccole cose si prova a guardare al futuro… 2021!

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Riempi i tuoi sensi. Come sentirsi bene senza un abbraccio. https://ilborgogioioso.it/2020/10/13/riempi-i-tuoi-sensi-come-sentirsi-bene-senza-un-abbraccio/ https://ilborgogioioso.it/2020/10/13/riempi-i-tuoi-sensi-come-sentirsi-bene-senza-un-abbraccio/#respond Tue, 13 Oct 2020 08:35:46 +0000 https://ilborgogioioso.it/?p=4809

Quanto ci manca il contatto fisico con le persone! Stringere una mano, abbracciarsi, scambiarsi un bacio. Il contatto tra gli esseri umani è naturale, puro istinto e ci fa stare bene; ci sentiamo meglio, rilassati, al sicuro, ne abbiamo bisogno. Da alcuni mesi il distanziamento sociale è la regola, la nostra nuova quotidianità, il ‘new normal’ in inglese. Come possiamo soddisfare questa nostra naturale esigenza? Il mensile inglese The simple things ha pubblicato nel suo ultimo numero 7 semplici regole, dei suggerimenti per sentirsi bene anche senza un abbraccio. Voi cosa ne pensate? Eccole!

– Fai una lunga doccia o un bagno e goditi le sensazioni dell’acqua sulla pelle.

– Spalma un po’ d’olio o una crema dopo la doccia o il bagno e massaggia il tuo viso mentre lo pulisci.

– Crea cose con le mani, tipo fare il pane o giardinaggio, cammina scalzo.

– Cerca di parlare con le persone, di persona o al telefono, invece di mandare mail o messaggi.

– Ascolta musica che ti rilassi.

– Assicurati di fare cose stimolanti per il tuo cervello tutti i giorni.

– Fai conversazione con le persone che incontri mentre cammini o vai in bicicletta.

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Il Bed-In di John Lennon e Yoko Ono. La forza della fotografia contro la guerra. https://ilborgogioioso.it/2020/10/05/il-bed-in-di-john-lennon-e-yoko-ono-la-forza-della-fotografia-contro-la-guerra/ https://ilborgogioioso.it/2020/10/05/il-bed-in-di-john-lennon-e-yoko-ono-la-forza-della-fotografia-contro-la-guerra/#respond Mon, 05 Oct 2020 10:30:52 +0000 https://ilborgogioioso.it/?p=4796

Dal 25 al 31 marzo del 1969, un’intera settima trascorsa sotto le coperte. Siamo ad Amsterdam, Hotel Hilton. La camera è stata prenotata dalla coppia John Lennon – Yoko Ono per la loro luna di miele. Un evento per paparazzi d’assalto che si trasforma però nella più efficace e creativa protesta contro la guerra in Vietnam e le spese militari. Per John Lennon e Yoko Ono le marce pacifiste sono strumenti desueti, ci vuole qualcosa di sorprendente, la pace diventa un prodotto e va venduta come fosse sapone. Da qui nasce l’idea del Bed-In, una performance per chiedere lo stop alla guerra in Vietnam, John e Yoko rimangono in pigiama, al loro capezzale giornalisti e fotografi che raccolgono dichiarazioni e immortalano quei momenti. Lennon si rende subito conto che quella settimana trascorsa a letto con sua moglie ha un impatto incredibile su tv e giornali, probabilmente molto più efficace che mesi di trattative e colloqui di pace.

Dal 26 maggio al 2 giugno dello stesso anno l’evento sarà ripetuto in una camera dell’Hotel Fairmont La Reine Elizabeth a Montreal, in Canada. Proprio in quell’occasione fu registrata Give peace a chance, inno universale del pacifismo. L’idea del Bed-In risultò essere un’intuizione geniale della coppia più controversa del periodo, a renderla deflagrante e immortale le tante fotografie che furono scattate in quei giorni. L’immagine del Bed-In, John e Yoko l’uno a fianco dell’altra, la chitarra, i fiori e i cartelli appesi alla finestra rimarrà nella memoria collettiva per sempre.

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Dorando Pietri, la foto che rese trionfale una sconfitta. https://ilborgogioioso.it/2020/09/22/dorando-pietri-la-foto-che-rese-trionfale-una-sconfitta/ https://ilborgogioioso.it/2020/09/22/dorando-pietri-la-foto-che-rese-trionfale-una-sconfitta/#respond Tue, 22 Sep 2020 08:13:23 +0000 https://ilborgogioioso.it/?p=4767

Dorando Pietri ha il numero 19 sopra la maglietta bianca che indossa, un fazzoletto a coprirgli la testa. Inizia a correre, non può certo immaginare che quella maratona cambierà per sempre la sua vita e lo farà entrare nel mito. Attraversa Londra accompagnato dal sostegno dei tanti curiosi presenti lungo le strade, le gambe reggono, chissà quali pensieri gli passano per la mente. Al 39° chilometro supera il sudafricano Hefferson, è in testa, entra nello stadio per l’ultimo giro, quello della consacrazione, all’improvviso testa e gambe cedono, forse la disidratazione, Dorando è stordito, sbaglia strada, cade una volta, cade una seconda, lo stadio è tutto per lui, ma è stremato. Raggiunge il traguardo solo grazie al sostegno di un medico e di un giudice di gara. A pochi metri di distanza uno dei tanti inviati presenti scatta la fotografia che renderà Dorando Pietri e quella corsa immortali. L’americano Johnny Hayes, giunto secondo fa ricorso e la giuria non può che accoglierlo. Pietri è squalificato. Era il 24 luglio del 1908, Giochi Olimpici di Londra.

Tra i numerosi giornalisti, Arthur Conan Doyle, l’autore di Sherlock Holmes, inviato per il Daily Mail scrisse: «La grande impresa dell’italiano non potrà mai essere cancellata dagli archivi dello sport, qualunque possa essere la decisione dei giudici.» A testimonianza di quella giornata l’immagine in bianco e nero che entrerà nella storia.

Grazie a quella indimenticabile maratona e soprattutto a quella fotografia, Pietri divenne famoso in tutto il mondo, partecipò a manifestazioni, vinse molte competizioni, guadagnando tantissimo. Negli Stati Uniti fu chiamato a partecipare a diverse corse, il 25 novembre 1908 si prese la sua rivincita su Johnny Hayes, vincendo una maratona su pista, a due, organizzata al Madison Square Garden.

Tutta la vita di Dorando Pietri, maratoneta che per campare faceva il garzone in una pasticceria di Carpi, è in quella fotografia. Ci sono foto che testimoniano un’emozione, come i selfie di Totti sotto la curva, altre che documentano un gesto inaspettato, come lo scambio di borraccia tra Coppi e Bartali, ma dietro allo scatto di Dorando Pietri c’è la storia. L’epopea di un campione nato dal niente che grazie alla maratona ottiene fama, onore e fortuna nonostante la beffa finale. La leggenda emiliana che incarna il mito dell’uomo che come Filippide può correre per un giorno intero e poi cadere stremato. E la fotografia coglie l’attimo perfetto e lo immortale per sempre: l’estrema fatica, le gambe piegate, il piccolo corpo malfermo, lo sguardo perso. La vera gloria degli eroi senza tempo.

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GAFA organizza la biciclettata solidale. https://ilborgogioioso.it/2020/09/16/biciclettata-solidale-gafa/ https://ilborgogioioso.it/2020/09/16/biciclettata-solidale-gafa/#respond Wed, 16 Sep 2020 15:35:02 +0000 https://ilborgogioioso.it/?p=4759

In occasione della “Giornata Mondiale dell’Alzheimer”, Domenica 20 settembre il GAFA (Gruppo Assistenza Familiari Alzheimer) di Carpi organizza una pedalata “diffusa”, a cui si può partecipare singolarmente o in piccoli gruppi, per sostenere l’impegno dell’associazione nell’opera di sensibilizzazione sui problemi dei malati di Alzheimer. Per tutto il giorno, dalle 9:30 alle 18:30, il GAFA allestirà un punto informativo sul sagrato del Duomo di Carpi per informare sui servizi e sui percorsi di diagnosi e assistenza. L’associazione, che è stata spesso ospite gradita nella galleria del Borgogioioso, svolge un’importante azione di supporto alle famiglie affinché non si sentano sole e cresca attorno a loro una comunità accogliente. Per rendere più forte il messaggio si suggerisce di partecipare alla pedalata indossando al maglietta GAFA. Quest’anno per le limitazioni Covid non ci sarà né raduno né punto di partenza unico ma tutti gli aderenti sono invitati a condividere un video; poi tutti i video dello sciame di biciclette saranno condivisi sui social dell’associazione e formeranno un’unica iniziativa virtuale.

La malattia di Alzheimer è in crescita e conta in Italia 600.000 casi. Non esistono cure efficaci e l’industria farmaceutica, che negli ultimi 20 anni aveva investito molto nella ricerca di una cura efficace, si sta ritirando dalla ricerca sull’Alzheimer. Oggi molte fra le big pharma sono tornate al punto di partenza anche per l’approccio sbagliato su cui avevano impostato il loro lavoro. Tra i pochi in Italia a continuare a impegnarsi in questo ambito l’EBRI, European Brain Research Institute, l’istituto internazionale di ricerca scientifica costituito nel 2002 da Rita Levi Montalcini interamente dedicato allo studio delle neuroscienze. C’è il rischio che per la mancanza di cure efficaci, e del conseguente mercato, le case farmaceutiche si disinteressino del tutto della malattia. Come ha spiegato il prof. Antonino Cattaneo, presidente di EBRI, in una audio intervista al giornalista carpigiano Ruggero Po, pubblicata l’8 settembre su Start Magazine, “Se si lascia al puro mercato la scelta di investire su una malattia o un’altra, l’industria farmaceutica considera l’Alzheimer alla stregua di una malattia rara”.

Intanto le famiglie si misurano con mille difficoltà, non solo per la mancanza di cure efficaci, ma anche per gli stereotipi, la diffidenza e i pregiudizi che gravano su chi è affetto da malattie neurodegenerative.  Una vita che si misura con una quotidiana sottrazione: di gesti autonomi, di uso della parola, di ricordi. “Quando amore non mi riconoscerai” non è un verso che racconta la fine di un amore ma il titolo di un libro, scritto da Vincenzo Di Mattia in forma diaristica, che testimonia il progredire della malattia di sua moglie, madre e docente universitaria, il suo progressivo scomparire e la quotidiana, lacerante lotta di un marito e della figlia per trattenere l’integrità fisica e psichica della persona cara, per conservare il più a lungo possibile brandelli della sua memoria e infine per dare un senso a quell’amore che resta anche quando la persona malata non sa più dare nome a un viso. L’Alzheimer genera un caos quotidiano, “il rossetto nel frigo, l’arancia tra la biancheria, lo spazzolino nelle posate, le calze sul piatto”. Ecco perché è necessaria una comunità che accolga lo smarrimento, stemperi la paura, ripari il senso di frustrazione.

Pedaliamo insieme con il GAFA.

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Stagione di marmellate. Segreti e consigli. https://ilborgogioioso.it/2020/08/31/marmellate/ https://ilborgogioioso.it/2020/08/31/marmellate/#respond Mon, 31 Aug 2020 16:28:20 +0000 https://ilborgogioioso.it/?p=4725

Se la cultura è il granaio per le stagioni tristi dello spirito, la natura è il serbatoio dell’inverno. Nel pieno della stagione fredda non c’è niente di più gradevole che aprire la dispensa e ritrovare i colori, i profumi e il gusto dell’estate. Serbare e non sprecare quello che l’estate fa maturare in orti e frutteti è uno degli insegnamenti che le nonne hanno trasmesso a generazioni di nipoti. E aprire un vasetto di marmellata di fichi, di more o di passata di pomodori non è solo cibo per lo stomaco ma anche per l’anima perché in quei vasetti colorati, ben allineati nel fondo della dispensa, con l’etichetta scritta a mano tutto trasmette affetto, cura e gratitudine. Affetto per chi li riceve in dono, cura nel raccogliere, nel pulire, nel cuocere e infine nell’invasare. E senso di gratitudine per la terra che ci riempie le mani di frutti d’ogni specie.

Il 1° Settembre si celebra la giornata mondiale del creato, un giorno per celebrare la Terra che “ci sostenta e ci governa”, parole non recenti ma simbolo di un codice antico, scritto alle origini della nostra stessa lingua, il volgare, con le parole del bellissimo Cantico delle creature di San Francesco d’Assisi.

Generazione dopo generazione, lungo il corso delle stagioni, di secolo in secolo, il rapporto con la terra è cambiato. Dalle rivoluzioni agricole dei monaci benedettini fino alla meccanizzazione più recente si sono avvicendati più di un cambio d’epoca. Ma il “miracolo” dei fiori e dei frutti continua così come continua la saggezza che non disperde il raccolto, non lo lascia marcire ma raccoglie, conserva e mette da parte marmellate e giardiniere come generi di conforto per i mesi sterili dell’inverno.

Siamo nel pieno della stagione più ricca dell’anno e in questi giorni capita di sentire nei supermercati rincorrersi tra gli scaffali la richiesta alle commesse dei vasetti, i classici “Bormioli”, diventati più introvabili del lievito e della farina durante il lockdown. I più previdenti hanno cominciato già nella tarda primavera con fragole e ciliegie, per continuare con pesche, fichi, more, prugne, pere, pomodori, giardiniere e si continuerà con arance e limoni. Chi ha piante da frutto, sa che la maturazione concomitante, appesantisce i rami, aumenta il numero di frutti pronti e c’è sempre una quota che finisce per terra e va persa. Ecco perché per evitare sprechi e poltiglie varie si invitano amici e conoscenti a completare la raccolta e a tenersi i frutti. E nel clima generale di maggiore attenzione e di ricerca dei frutti selvatici della terra a quelli tradizionali si uniscono le more selvatiche, il sambuco e i mirtilli, magari quelli piccoli e gustosissimi del Frignano. Piantare semi è un gesto che racchiude una grande speranza, ma implica accettare la sfida di veder sfumare il raccolto, d’altra parte se non si semina è certo che non ci sarà nessun raccolto, ma in questo modo la Natura si rivela essere l’incubatore più generoso delle nostre speranze.

Le confetture non sono specialità d’altri tempi ma facili preparazioni, molto apprezzate a colazione o da utilizzare per farcire crostate o dolcetti casalinghi. Sono facili da preparare e necessitano di pochi ingredienti: frutta e zucchero nella giusta proporzione e aggiunta di limone. Attenzione alla sigillatura che va fatta a “regola d’arte” a bagnomaria oppure con l’utilizzo di cognac flambé.

Per una strepitosa crostata
Per una strepitosa crostata è una buona idea mescolare confetture di frutta diversa e unire qualche ingrediente “segreto”.

Il ripieno
Ad esempio per un ripieno super unire la confettura di pere con la marmellata di arance amare, aggiungere poi cioccolato amaro tagliato a lamelle sottile e mandorle tostate tagliate fini.

La frolla
Per una crostata di fichi speciale vale la pena preparare la frolla con farina integrale e zucchero di canna, il sapore bilancerà la dolcezza della marmellata di fichi.

La confettura di prugne
Lo sapevate che nella confettura di prugne (quelle rosse) si aggiungono anche le mandorle, tagliate molto fini, estratte dai noccioli?

La confettura di fichi
È la mia preferita, come amo moltissimo questo frutto, tipicamente mediterraneo, che per essere apprezzato in tutto il suo succoso sapore, magari in abbinata con prosciutto crudo e mortadella, va colto direttamente dalla pianta. Sono anni che ad agosto preparo la confettura. Raccolgo i fichi dalla pianta di amici di famiglia che ad agosto, immancabilmente, mi telefonano per chiedermi di passare a prenderli perché sono disperati, maturati tutti insieme sono ormai stanchi di mangiarli e cadendo sotto l’albero richiamano vespe ed api.
Noi (che abbiamo atteso con apprensione di ricevere il loro appello) ci affrettiamo a ringraziare e nel giro di un’ora siamo già sul posto. Coperti con vecchi pantaloni e camicie con maniche lunghe, le foglie dei fichi sono un po’ urticanti, prendiamo la scala dalla rimessa e cominciano molto delicatamente a fare la cernita. I fichi vanno colti maturi ma non devono essere acidi! Altrimenti la confettura non sarà buona. Riempiamo con cura il cesto che viene calato a chi sta sotto la scala e ripone i fichi in cassette coperte di teli vecchi ma puliti. Ogni anno raccogliamo 7/9 chili di fichi. Tornati a casa la frutta va subito lavata delicatamente e rapidamente, poi si elimina il picciolo e si tagliano a pezzi senza sbucciarli; i fichi vanno messi in una casseruola di acciaio inox dal fondo molto pesante. Ogni due chili di fichi si aggiunge la scorza (edibile) grattugiata di 1 limone e poi il limone a pezzi.  Si porta il tutto a ebollizione per 40 minuti fino a ottenere un composto denso che aderisce al cucchiaio. A questo punto si toglie dal fuoco e si fa intiepidire. Per renderla omogenea ci sono varie soluzioni: passare al passaverdura oppure il frullatore a immersione, io sono per la seconda soluzione che è più rapida e precisa. La mamma della mia amica, la proprietaria del fico, preferisce lasciarla rustica a pezzettoni. Fatta questa operazione si aggiunge lo zucchero, la ricetta ne prevede 700 gr per chilo ma io ne metto meno circa mezzo chilo, molto però dipende anche dalla dolcezza del frutto, ad esempio quest’anno i fichi erano un po’ acquosi e poco dolci così su 7 chili ho aggiunto 2 chili di zucchero e la confettura è buonissima. Dopo aver aggiunto lo zucchero, si rimette sul fuoco e si fa cuocere finché non ha raggiunto la giusta consistenza. Ultimo passaggio, delicato, la sigillatura: io la faccio con il Cognac invecchiato, senza infiammarlo, un cucchiaio per vasetto.

Buon appetito!

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La lezione del passero: consigli per avere fiducia in se stessi. https://ilborgogioioso.it/2020/08/25/la-lezione-del-passero-consigli-per-avere-fiducia-in-se-stessi/ https://ilborgogioioso.it/2020/08/25/la-lezione-del-passero-consigli-per-avere-fiducia-in-se-stessi/#respond Tue, 25 Aug 2020 09:22:52 +0000 https://ilborgogioioso.it/?p=4717

Credere in se stessi è l’ingrediente segreto per avere successo. Chi potrà mai dimenticare le parole di un visionario come Steve Jobs? Ma senza spingersi troppo in alto anche personaggi amati dai ragazzi come Kung Fu Panda ci insegnano a conoscere “l’ingrediente segreto”. Il tema ha alimentato una vasta produzione di saggi, articoli, video e podcast. Ma come si costruisce la fiducia in se stessi?

Secondo gli psicologi molto dipende dalle esperienze del passato: sappiamo in base all’esperienza se siamo capaci sul lavoro o nel gestire i soldi o nelle relazioni affettive. Per la psicologa Amy Schmidt: “la fiducia è un tratto acquisito che prende forma da bambino e continua a svilupparsi nell’età adulta. Non è però necessariamente legato all’età. Dipende dalla capacità di interiorizzare l’obiettivo dentro se stessi e di giudicare noi stessi con amore e gratitudine”.

C’ è un racconto da cui possiamo prendere spunto: la lezione del passero

Un passero durante il volo decide di atterrare su un piccolo ramo. Il ramo è stabile e lo sostiene. Ma mentre si riposa, il vento inizia a soffiare e l’albero comincia a oscillare. Quando le fondamenta dell’albero vacillano, tuttavia, egli rimane indifferente perché comprende due preziose verità. In primo luogo, sa di poter volare. Non importa cosa succede al ramo, il passero può sempre fare affidamento sulle proprie capacità. E in secondo luogo, sa che ci sono altri rami su cui potrebbe stabilirsi se fosse necessario.”

Questa storia rivela alcune preziose intuizioni su una sana fiducia nei propri mezzi, sull’abilità che viene dall’esperienza e sulla resilienza. La lezione del passero ci insegna che quando la fiducia vacilla ci sono alcuni modi per andare avanti con coraggio.

  1. Credere in se stessi

Siamo come direbbe Lady Gaga, “nati così” o la fiducia è qualcosa che impariamo nel tempo? La fiducia è un tratto acquisito che prende forma da bambini e continua a svilupparsi nell’età adulta. Dipende dalla capacità di rivolgere il nostro obiettivo verso l’interno e vedere noi stessi con occhi pieni di gratitudine.

  1. Ripensare il passato

Non dobbiamo mai essere troppo severi verso la nostra storia, ma essere grati per ciò che abbiamo saputo creare. Ci sono fasi in cui la fiducia nelle proprie capacità viene oscurata da sentimenti di insicurezza e non si riesce più ad assaporare i propri risultati. Occorre allora fermarsi a riflettere sul proprio viaggio nel corso degli anni. I cambiamenti di carriera, i traslochi, la crescita dei figli, i figli che lasciano il nido, i comitati e le associazioni per cui ci siamo offerti volontari nel corso degli anni, le amicizie che abbiamo saputo stringere. Tutte queste esperienze che abbiamo creato sono il nostro momento clou. Guardando alle scelte, a tutto il lungo percorso fatto, si viene spinti ad andare avanti con maggiore sicurezza.

  1. Resilienza

Solo una profonda accettazione delle sfide permette di affrontarle con sicurezza e tranquillità. Accettando, ad esempio, il fatto che non abbiamo più 30 anni. Le cose possono essere diverse fisicamente ed emotivamente rispetto a dieci anni fa, ma in questa fase della nostra vita abbiamo più strumenti, come la tecnologia, a portata di mano. Stiamo vivendo vite più lunghe e più sane, il che accresce la nostra fiducia e il nostro impegno nell’apprendimento permanente, allenando il nostro cervello in modi nuovi e diversi.

  1. Cambiamento

Spesso si tende a guardare nello specchietto retrovisore e si comincia a dire “avrei dovuto o potuto”. Si inseguono i ricordi del passato, il nostro ieri. Dobbiamo spostare la lente e ricalibrarla, dobbiamo renderci conto che le cose cambiano, ma questo non significa che andassero bene prima. Dobbiamo fare ciò che serve per sentirci bene e forti. Quando ti senti bene, trasudi sicurezza. Non farti prendere dalla trappola della “frenesia” e non considerare il tempo una priorità.

  1. Consapevolezza

E’ importante essere consapevoli dei propri sentimenti e delle proprie emozioni. Non dire a tutti: “va tutto bene” se non è così. Sii onesto con te stesso e trova amici con cui puoi essere vulnerabile e mostrare le tue vere emozioni. Scegli con saggezza le persone con cui condividere il tuo tempo. Considera le tue relazioni come il tuo miglior portafoglio.

  1. Motivazione

La cosa più importante è darsi uno scopo ogni giorno. Quando ti svegli, anche in quelle mattine in cui vuoi tirare le coperte sopra la testa, inizia la giornata con il cuore pieno di gratitudine. Ti alzerai in piedi e ti sentirai più sicuro nell’affrontare la giornata. Alzati, vestiti ed esci sono tre parole potenti da inserire nella routine quotidiana. Alzati e impara qualcosa di nuovo. Vestiti e sfida te stesso in un modo nuovo ed esci dalla tua zona di comfort. Inizia e riprova qualcosa che hai già fatto e non è andato bene, oppure fai qualcosa di nuovo. Concentrati sulle piccole vittorie di ogni giorno. Sali sul gradino più alto dei tuoi desideri.

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“Finchè ci sarà un giardino, niente ci mancherà”: riaperti giardini e orti botanici https://ilborgogioioso.it/2020/06/19/giardini-orti-botanici/ https://ilborgogioioso.it/2020/06/19/giardini-orti-botanici/#respond Fri, 19 Jun 2020 16:50:21 +0000 https://ilborgogioioso.it/?p=4582

L’amore per parchi e giardini viene da lontano, già Cicerone, nelle “Lettere ai familiari” (53-44 a.C.) scriveva “Se presso alla biblioteca ci sarà un giardino, nulla ci mancherà.” Ragioni nuove e ragioni antiche si uniscono nell’atteggiamento contemporaneo verso gli spazi verdi: la consapevolezza di una perfezione la cui bellezza tocca il cuore e di una intimità profonda che unisce le nostre radici a quelle della terra madre come ricordava l’Expo 2015 di Milano, “Nutrire il pianeta, energia per la vita.” Oggi più che mai siamo consapevoli che la nostra vita ha bisogno di integrarsi con la natura, marginalizzata o maltrattata nei contesti urbani, da qui le tante iniziative per la creazione di parchi cittadini o di boschi verticali nelle residenze metropolitane, ma anche la tendenza, sempre più diffusa, a godere della bellezza di spazi verdi di orti botanici e giardini naturalistici. Anche quest’anno l’inizio dell’estate, siamo a un soffio dal solstizio d’estate, in questo 2020 indetto dalla FAO come l’“Anno internazionale della salute delle piante”, coincide con un periodo di aperture e manifestazioni in giardini, orti botanici e parchi naturalistici finalmente aperti e visitabili. Ve ne ricordiamo qui alcuni che meritano di essere visti.
Primo fra tutti, Il Giardino della Ninfa, custodito tra le rovine di Ninfa l’antica città di origini romane che si trova nel Lazio, eletto dal New York Times il più bello e romantico del mondo; un’oasi di 8 ettari che conta oltre 1300 specie di piante tra cui 19 varietà di betulle, iris acquatici e spettacolari aceri giapponesi.
Segnaliamo poi, Il Parco Giardino Sigurtà, https://www.sigurta.it/welcome, a Valeggio sul Mincio (nella foto), considerato uno dei più belli d’Europa, che domenica 28 giugno 2020, dalle ore 10.00 alle ore 18.00, ospiterà la Giornata dei Bambini, primo evento della stagione 2020 dedicato alle famiglie con truccabimbi, il teatro dei burattini, il vecchio west con giochi, il tronco rotante che metterà alla prova l’equilibrio dei più piccoli, l’attività delle “Uova al Martello” in cui i bambini si cimenteranno nello schiacciare uova speciali, il teatro dei piedi, le bolle giganti di sapone, un’area giochi e performance di magia. Un giorno davvero speciale circondati dalle favolose fioriture estive e da bellissimi panorami per i bambini dopo mesi di restrizioni. Ricordiamo che presso Il Borgogioioso si è appena chiuso un contest molto partecipato che ha visto 25 persone aggiudicarsi i biglietti omaggio per visitare questo bellissimo parco.

In occasione della XVII edizione della festa del Solstizio d’Estate molti gli orti botanici che riaprono i battenti in Lombardia, per l’occasione incontri digitali, workshop, laboratori e visite per famiglie – virtuali e in presenza- , percorsi ad anello e autoguidati tematici (a disposizione una guida scaricabile dal sito della Rete per visitare in autonomia le collezioni), qui potete vedere l’elenco https://www.reteortibotanicilombardia.it/. Ogni orto botanico è aperto con modalità e orari specifici, che si consiglia di verificare sul sito della Rete (link https://reteortibotanicilombardia.it/…/…/aperti-al-pubblico/). Per richiedere visite guidate per famiglie su prenotazione e a pagamento, scrivere a segreteria@reteortibotanicilombardia.it.

Anche in Emilia Romagna non mancano vere chicche come Il Giardino delle Erbe officinali, intitolato ad Augusto Rinaldi Ceroni, inserito nel circuito Museale della provincia di Ravenna, che annovera circa 480 specie di piante officinali. Sabato 27 giugno celebra la Giornata della Lavanda, dalle 10.00 alle 16.00, con la distillazione della lavanda ed a seguire visita guidata alle parcelle coltivate a lavanda con particolare attenzione alle tecniche di coltivazione e di raccolta. È richiesta la prenotazione, costo partecipazione 3 euro, ( www.schopatlantide.net, cell. 3351209933, per info tel. 054673158).
A Modena si trova il Giardino Botanico Alpino Esperia, presso il Passo del Lupo nel Comune di Sestola, con diverse proposte di itinerari che trovate sulla pagina FB.
Infine davvero toccante l’ultimo giardino che vi segnaliamo che unisce l’amore per la natura al volontariato: il Giardino degli Angeli, di Castel San Pietro Terme, presso Bologna. Un’area dedicata al verde con diverse ambientazioni creato da un’associazione di volontariato per ricordare Sara, una bambina scomparsa prematuramente, allo scopo di aiutare famiglie bisognose con bambini in difficoltà e gravemente malati. In questo luogo forgiato dal sentimento, la natura consola più di tante parole.

La natura si prepara a una nuova, intensa, stagione estiva ed è pronta a condividere i propri colori, fiori e frutti e celebrarne la bellezza invitando tutti gli amanti della natura a riflettere su quanto le piante siano portatrici di benessere e su quanto sia importante il compito degli Orti, veri custodi della biodiversità.

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